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sabato 16 novembre 2013

IL CODICE PURPUREO DI ROSSANO AL QUIRINALE


IL CODICE PURPUREO DOPO IL RESTAURO DELL'ISTITUTO CENTRALE DI ROMA



Il restauro del Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto onciale greco del VI secolo, conservato nel Museo diocesano di Rossano e contenente un evangeliario con testi di Matteo e Marco. La visita di Papa Francesco al Quirinale è l'occasione per esporlo per la prima volta al pubblico dopo il recente lavoro di restauro realizzato dall'ICRCPAL di Roma (Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario), diretto dalla dott.ssa Maria Cristina Misiti.

VEDI ANCHE:
http://www.gazzettadelsud.it/news//67302/Codice-purpureo-di-Rossano--per.html

lunedì 4 novembre 2013

MONTEGIORDANO: UN ATTO DALLA VALENZA DEVASTANTE PER IL PATRIMONIO CULTURALE CALABRESE

LETTERA APERTA

EGR. SIG. MINISTRO MASSIMO BRAY,
in riferimento al progetto dell’artista Francesco Vezzoli, circa lo smantellamento della chiesetta della Madonna del Carmine di Montegiordano (Cs) e il suo ricollocamento Oltreoceano, a New York, non possiamo che esprimerLe la nostra più viva preoccupazione e contrarietà per un gesto che consideriamo violento e sconsiderato, perpetrato alla dignità stessa del patrimonio storico, culturale e indennitario della Calabria.

Riteniamo che quest’atto, unico nella storia di Italia, rappresenti nella propria rude valenza simbolica la nuova e preoccupante mercificazione dei valori più intimi ed esclusivi, la “vendita del rene”, di una società sempre più materialista.

L’atto del Vezzoli sostiene il concetto che ogni rudere, di proprietà privata, dismesso o cadente, possa essere liberamente smontato e ricollocato in luoghi diversi dal sito e dal contesto originario, potremmo così assistere in un prossimo futuro alla svendita magari delle tanti Torri Costiere o, ad esempio, di interi complessi abbandonati come il convento di Colloreto e vederli rimontati in paesi esteri alla mercé di ricchi mecenati senza scrupoli. Il messaggio insito nell’impresa di Vezzoli è certamente devastante: tutto è acquistabile, tutto è merce, tutto può essere oggetto di contrattazione. Ed è proprio su quest’aspetto che ribadiamo fermamente il nostro più deciso dissenso per un gesto che può rappresentare un pericoloso - e illustre - precedente.

Ci auguriamo che il clamore di questa vicenda possa invece accendere i riflettori sullo stato dei beni culturali in Calabria, sulla necessità di intraprendere una nuova stagione nella strada della tutela, della salvaguardia e della definitiva valorizzazione: dai grandi complessi monumentali alle più piccole testimonianze del passato. Il nostro futuro, la nostra identità, dipendono anche da come sapremo difendere dalla speculazione, dall’abusivismo, dalla mercificazione e dall’impoverimento il nostro patrimonio culturale (materiale e immateriale), a tutela degli interessi collettivi dei calabresi di oggi ma soprattutto di quelli di domani.

Trebisacce, 30.10.2013



ITALIA NOSTRA

 FAI sez. del Pollino

Presidente Associazione per la Storia e l’Archeologia della Sibaritide

 Centro di Educazione ambientale, CEA Pollino- Calabria

LEGAMBIENTE, Castrovillari


So veda anche: ITALIA NOSTRA 


breve RASSEGNA STAMPA SUL CASO DI MONTEGIORDANO